Le automobili sono più di un bene di consumo, sono un oggetto iconico, una passione che molti condividono. Questi sono alcuni dei film dove le auto si fanno ricordare. 

Christine – La macchina infernale (Christine, John Carpenter, 1983)

Auto: Plymouth Fury del 1958

Il plot è basato su un romanzo del prolifico Stephen King. Christine è una macchina dotata di memoria, intelligenza, e volontà proprie. Durante la sua esistenza si assicura il predominio su alcuni “proprietari”, che diventano a tutti gli effetti suoi succubi. L’ultimo in ordine di tempo è l’adolescente Arnie, che per amore di Christine sprofonda sempre più nei crimini e nel naufragio psichico. Alla fine Christine viene annientata (forse…).
La Plymouth Fury del 1958 era (e tuttora è) una macchina assai rara. Per girare il film, quindi, diversi esemplari di due altri modelli più comuni – la Belvedere e la Savoy – vennero “truccati” da Fury.
La stessa casa costruttrice offrì gratuitamente 23 tra Fury, Belvedere, e Savoy, tutte allestite secondo le specifiche richieste dal copione.
Credo che la scena che piace di più a tutti gli estimatori delle auto (e considerando quanto sia caro un carrozziere…) sia quella in cui Christine, gravemente danneggiata, si auto-ripara tornando splendida in pochi minuti.

Il laureato (The Graduate, Mike Nichols, 1967)

Auto: Alfa Romeo Spider 1600 “Osso di seppia” del 1966

Un’auto che non aveva bisogno di pubblicità, ma che il film con protagonista Dustin Hoffmann consegnò al mito. Disegnata da Pininfarina, debuttò nel 1966 (l’anno del film) al Salone dell’auto di Ginevra, e la produzione scelse la sua versione rossa, il colore delle spider per antonomasia.
L’originale Spider 1600 guidata da Hoffman nel film fu acquistata da una società di corse automobilistiche nei primi anni Settanta, e opportunamente modificata diventò un’auto da corsa.

 

Il sorpasso (Dino Risi, 1962)

Auto: Lancia Aurelia B24

Questo è più di un film, è uno specchio acuto e impietoso dell’Italia un po’ cafona del boom, ancora in bilico fra economia rurale e miracolo economico. Il tessuto sociale non si è ancora adattato ai nuovi tempi, e produce personaggi come quello interpretato da Gassman: dei piccoli balordi che passano da una bancarotta a una truffa, e vivono alla giornata.
L’inconfondibile clacson della Aurelia, fastidioso e indisponente, è diventato il simbolo stesso della pellicola.
Nel 2011 un meccanico di precisione, Romano Marchioni, ha restaurato la vettura utilizzata nel film per farla partecipare alla Mille Miglia.

 

Viale del tramonto (Sunset Boulevard, Billy Wilder, 1950)

Auto: Isotta Fraschini 8A

La vettura ha un ruolo preciso nel plot. Cecil De Mille ha in scaletta un film che prevede l’utilizzo di un’auto simile. A sua insaputa, uno dei suoi assistenti contatta la diva del muto in declino Norma Desmond (Gloria Swanson) per proporle di affittare l’auto. Ma Norma, che vive in un irreale mondo del passato, crede che De Mille – col quale lavorò ai suoi tempi d’oro – le voglia proporre un ritorno alle scene. Il grande regista, che nel film interpreta se stesso (e col quale la Swanson lavorò veramente), non ha il cuore di disilludere l’ex-attrice. In separata sede dirà al suo assistente di cercare altrove l’auto che gli occorre.
La coupè de ville utilizzata nel film, carrozzata da Castagna nel 1929, è oggi conservata al Museo del Cinema di Torino.
Una piccola curiosità: Erich von Stroheim,  che nel film interpreta Max, il maggiordomo, autista e tuttofare dell’attrice, nonché suo ex-marito, non sapeva guidare. Tutte le riprese con l’Isotta Fraschini vennero girate con la troupe che spostava manualmente l’auto.

 

Isadora (Karel Reisz, 1968)

Auto: Bugatti Type 35

In questa interessante pellicola biografica Vanessa Redgrave interpreta la grande danzatrice Isadora Duncan, una delle artefici della danza moderna così come è oggi concepita. La Duncan morì a 50 anni, esattamente come si vede nel finale del film: strangolata dalla sua stessa sciarpa, impigliatasi nelle ruote della Bugatti guidata dal pilota italo-francese Benoit Falchetto.

 

James Bond

Auto: Aston Martin DB5

Nei molti film tratti dai romanzi di Ian Fleming sono state utilizzate diverse vetture, ma indubbiamente la serie è legata alla mitica Aston Martin DB5 (poi rimpiazzata dai successivi modelli DB9, DB10). La Aston Martin è comparsa in ben 12 dei 24 film prodotti, e sempre modificata da “Q”, che la equipaggiava con innovative (e a volte abbastanza improbabili) armi segrete.

 

Fantozzi

Auto: Autobianchi Bianchina

La Bianchina è stata prodotta dal 1957 al 1969. La versione berlina a quattro posti venne scelta come vettura del ragionier Fantozzi nell’omonima serie di film. In realtà non è certo che la scelta abbia giovato all’immagine dell’auto, che – pensata in origine come alternativa “raffinata” alla Fiat 500 – nei film di Fantozzi è presentata come una vetturetta ridicola e “per poveracci”.

 

Herbie

Auto: Volkswagen Maggiolino

Herbie è il nome del Maggiolino VW protagonista di diverse pellicole della Disney.
Si tratta di un’auto animata, una versione innocua della Christine di Carpenter. E’ senziente e dotata di sentimenti, simpatie e antipatie, ma non della parola.
Il Maggiolino è sempre stata una vettura iconica e molto amata, e ancora oggi quando se ne vede una non si può fare a meno di sorridere. Questa serie di film, ancorchè pensati per un pubblico giovanissimo, non fece altro che sottolineare la sua grande popolarità.

 

Bullitt (Peter Yates, 1967)

Auto: Ford Mustang GT “California Special”

Steve McQueen ha contribuito a rendere celebre questa pellicola, e l’auto che ne è protagonista quanto lui. Bullitt è stato il primo film a mostrare primi piani del conducente per aggiungere più realismo alla scena e la pellicola è da sempre usata come pietra di paragone per tutte le sequenze di inseguimento del cinema. Ai tempi, una volta selezionate le Mustang, fu il pilota e costruttore Max Balchowski a modificare le vetture utilizzate nelle riprese, per renderle adatte alla durezza delle scene ad alta velocità.
McQueen e la Mustang ci hanno regalato l’inseguimento in auto forse più celebre della storia del cinema: la rocambolesca scena dura ben dieci minuti, tra i famosi saliscendi delle strade di San Francisco e oltre. La controfigura di Steve McQueen non è stata usata in tutte le sequenze perché McQueen era lui stesso un pilota, al punto da aver partecipato ad alcune gare di endurance, vincendo anche la 12 ore di Sebring del 1970 nella sua classe.

 

Gran Torino (Clint Eastwood, 2008)

Auto: Ford Gran Torino 1972

La Ford produsse il suo modello Torino tra il 1968 e il 1976 per il mercato nordamericano. Il nome deriva dal fatto che gli statunitensi consideravano la città, sede della Fiat e della Lancia, come la Detroit d’Italia. La versione GT divenne Gran Torino o Gran Torino Sport.
Nel 2008 Clint Eastwood la rese protagonista del suo film omonimo. E’ interessante che il grande regista abbia voluto dare al film il nome dell’auto: è in effetti il compendio di tutta la vita del protagonista, il burbero e misantropo Walt Kowalski, e il suo lascito finale a Thao, il giovane immigrato col quale ha finito per avere più affinità che con la sua famiglia. Come a dire che i legami del cuore sono più importanti e solidi di quelli del sangue.

 

15 agosto 2017