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Moebius (al secolo Jean Giraud, 1938-2012) è stato un grande artista. Definirlo disegnatore o fumettista è secondo me riduttivo. Ideava, sceneggiava e illustrava storie in bilico tra fantasy, fantascienza, e psico-storia. Inventò costumi e scenografie per film famosi come Dune e Guerre Stellari.

La sensibilità artistica di Moebius non poteva non rimanere colpita da una città unica come Venezia, che illustrò con decine di tavole in bianco e nero e a colori.
Nella sua personalissima e acuta visione della realtà che lo circondava, commentò con vivacissime riflessioni le sue illustrazioni, popolate di personaggi settecenteschi, figure di fantasia, o tratte dalle maschere del carnevale veneziano.

“Le strade hanno l’aria di corridoi che si snodano come serpenti da una stanza all’altra. Le piazze sono armadi a muro, saloni, cucine. I veneziani abitano nei muri… in uno pseudospazio libero dove vivono una pseudorealtà. Il visitatore vaga all’interno di questo perimetro contenuto ma ripiegato all’infinito con una sensazione di totale disorientamento.”

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“Ci sono profondità che la gente neppure sospetta in questa città, voragini senza fondo sulle quali si passa e ci si diverte. E’ forse una delle realtà nascoste di Venezia.”

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“Ciò che affascina, non è l’inabissarsi di tutta questa bellezza, è la minaccia che ciò accada”.

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“L’aspetto magico di Venezia? Io diffido sempre della parola magia: è una parola che si può caricare di troppi significati… Allora, Venezia luogo magico? Ma per quale magia?”

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“Venezia è un luogo elaborato in maniera molto cosciente dalla sua popolazione. In più, c’è un accordo a livello planetario perché Venezia rimanga un luogo della bellezza. Bellezza resa più eccitante proprio dal fatto di essere minacciata.
Ogni pietra è un evento, ogni muro di mattoni un dipinto, ogni prospettiva di stradine è stata costruita da migliaia di vite, da artisti ignari e geniali non sempre consapevoli di ciò che stavano creando. Nessuna impresa cosciente può eguagliare l’accumulazione di creatività selvaggia che è propria delle città antiche.”

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La città lagunare diede spunto a Moebius per il suo racconto fantastico (mi pare inadeguato chiamarlo fumetto) “Venezia celeste”. E’ illustrato da immagini magnifiche, e basato sull’idea che vi siano nel cosmo diverse ‘Venezie’, luoghi dello spirito preziosissimi e unici, che talvolta devono calare su un pianeta e stabilirvisi. A quel punto, però, la ‘Venezia’ è inevitabilmente destinata al decadimento e alla distruzione, a meno di venire rigenerata dallo spirito cosmico. Questo è l’incipit del racconto:

“Ma come può una città volar via nello spazio? Innanzi tutto deve essere una Venezia! A volte, una Venezia deve posarsi sopra un pianeta… Se non viene dotata di una nuova anima, è condannata a sprofondare poco a poco fino al centro planetario.”

Il racconto finisce con Venezia salvata, trasformata in una città di cristallo scintillante ed eterno, che ritorna allo spazio cosmico dal quale era discesa in una lontanissima era. In chiusura, Moebius ci informa in tono didattico, quasi fosse un fatto storico accertato, che “ci sono in questo momento 127 Venezie in attività, più di 5000 sono sprofondate, 34 sono in pericolo”

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19 agosto 2017

Nota: le immagini e le citazioni in corsivo sono tratte da “Moebius – Venezia celeste” di Milano Libri Edizioni