leensbury

Nei suoi molti viaggi negli Stati Uniti, Cartier-Bresson trascurò volutamente gli aspetti più scontati della grande nazione, per coglierne invece le molte contraddizioni.
Parte di questo esercizio intellettuale si svolse nelle prigioni, dove il suo inimitabile sguardo di fotografo e di uomo documentò con precisione, umanità, e spesso anche ironia, i contrasti e il degrado di un tessuto sociale solo apparentemente ideale e alla portata di tutti.

Questa foto del 1975, scattata nella prigione di Leensbury – Florida, è ironicamente intitolata “Cella di una prigione modello”. Il contrasto tra titolo e immagine non potrebbe essere più esplicito: la prigione potrà anche essere ‘modello’, ma ciò non impedisce al carcerato di esprimere come può la sua protesta per essere ingabbiato.

E’ a mio parere estremamente incisivo che del prigioniero Bresson abbia inquadrato solo il braccio e la gamba, stesi oltre le sbarre in una muta ma eloquente richiesta di libertà: il volto, la parte di noi che più ci rappresenta, quella dove si punta subito lo sguardo, è invisibile.
Come in ogni luogo di detenzione, la spersonalizzazione dell’individuo è la prima e più tangibile misura di costrizione.

Per altri scatti di Henri Cartier-Bresson e altri grandi fotografi, vedi la pagina Fotografia.

Luisa Fezzardini, 19 settembre 2018