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da questo articolo ha preso spunto il Giornale della Vela, leggi QUI

Credo che tutti noi abbiamo visto almeno un film con protagonista o comprimario Morgan Freeman. L’attore statunitense, classe 1937, è uno di quei non infrequenti casi in cui un artista sale alla ribalta in età matura, anche se ha iniziato la carriera in anni giovanili (Freeman debuttò in teatro a soli otto anni!).

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Per conto mio, amo ricordarlo in “A spasso con Daisy”, dove ha mirabilmente duettato con una straordinaria Jessica Tandy; “Le ali della libertà”, una pellicola per molti versi memorabile; “10 cose di noi”, uno dei suoi film meno noti, ma secondo me assolutamente da vedere; e soprattutto in “Invictus”, dove ha interpretato con autorevolezza la non facile figura di Nelson Mandela.

MF5Freeman iniziò a veleggiare nel 1967, ben prima di diventare una star di Hollywood. Se dobbiamo dare retta alle sue stesse parole, pratica la vela “come antidoto particolarmente efficace a Hollywood”, il che la dice lunga sia su di lui che su Hollywood.

Le sue veleggiate includono di solito Long Island Sound, Block Island, le Elizabeth Islands, Cape Cod (molto praticata anche da JKF, vedi il mio articolo), la costa del Maine, e Yarmouth, Nova Scotia.

La sua prima esperienza di un certo rilievo è una veleggiata verso i Caraibi nel 1979, su un Alberg 30, e un equipaggio che includeva la moglie, la figlia, e il gatto di casa Zipper.

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Nel 1989, a bordo del suo Shannon 38 “Sojourner” andò a Sombrero Rock, a nord di St. Martin.  Due anni dopo iniziò a veleggiare nelle isole Virgin. Dopo di allora, Freemen ha veleggiato a Trinidad, esplorando i Caraibi col suo nuovo Shannon 43.

“Se vivi una vita di finzione” ha detto il premio Oscar “la tua vita non vale nulla finché non fai qualcosa che metta in discussione la tua realtà. E per me, navigare in mare aperto è una vera sfida, perché è vita o morte”.

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Luisa Fezzardini, 28 gennaio 2020