Contrariamente a quanto il titolo può far pensare, non è mia intenzione analizzare le radici del medium cinematografico… ma, molto più semplicemente, fare una carrellata dei film dove una chiave è uno degli elementi portanti: nel plot, nel titolo o come MacGuffin (per sapere cos’è un MacGuffin, vedi il mio articolo relativo).

Per altri articoli sul tema vedi “Le chiavi del cinema” nella pagina Cinema.

Notorious (Alfred Hitchcock, 1946) con Cary Grant e Ingrid Bergman

Noto per essere il film col bacio più lungo della storia del cinema (o meglio,  tanti cortissimi baci che compongono una lunghissima sequenza), Notorious è una delle vette registiche di Hitchcock. Vedi il suo uso simbolico delle scale nel film in questo articolo.

In questa celebre pellicola c’è un altrettanto celeberrimo movimento di macchina: il dolly, che dalla cima dello scalone che dà sull’atrio dove si svolge un ricevimento, stringe sulla mano della Bergman che a sua volta stringe una chiave. Anzi, “la chiave”. Quella che darà a lei e a Cary Grant, entrambi spie, l’accesso alla cantina dove si cela il segreto che inchioda il marito di lei (un Claude Reins, perfetto “vilain”, che la Bergman sposa solo per poterlo spiare efficacemente, mentre in realtà è innamorata di Grant, e lui di lei; una storia torbida e decisamente gotico-romantica).

E’ un film dove, dal titolo ai personaggi, tutto si svolge all’insegna della doppiezza e dell’ambiguità. “Notorious” significa noto, risaputo, ma anche famigerato. Alicia (la Bergman) è figlia di un nazista, ma per redimersi accetta di sposare un sospetto nazista (Reins) per smascherarne le trame. Cary Grant è una spia che pur amando Alicia accetta che lei si leghi ad un altro uomo.

Nell’arcinoto libro-intervista che Truffaut gli dedicò, Hitchcok riassunse – con esemplare sobrietà – la trama: “La storia di Notorious è semplicemente quella di un uomo innamorato di una ragazza che, nel corso di una missione ufficiale, è andata a letto con un altro uomo ed è stata costretta a sposarlo. La storia è tutta qui.” Tutto qui? No, certamente no. E lo dimostra la famosa sequenza della chiave, che ebbe poi nel tempo un seguito forse inaspettato per lo stesso regista. Ecco la scena in questione (dove, per inciso, la Bergman è assolutamente radiosa).

 

Nel 1979, ad una celebrazione in onore di Hitchcock , la Bergman rievocò il film e il cruciale ruolo della chiave nel plot. Disse che Cary Grant, a riprese ultimate, si impossessò della chiave e la conservò per 10 anni, per poi passarla a lei. In entrambi i casi, dice la Bergman, la chiave portò loro fortuna. E dopo tanti anni, mostra la famosa chiave, per donarla a Hitchcock, augurandogli altrettanta fortuna. Forse il potere della chiave si era a quel punto esaurito, perché il grande Hitch morì di lì a un anno.
Resta comunque la suggestione di un momento mitico e irripetibile nella storia del cinema, vissuto e rievocato da tre mostri sacri.
Godiamoci il video, ricordando che Hitch stesso amava dire che “il Cinema è la vita senza i momenti di noia”.     (segue)

 

Luisa Fezzardini, 6 maggio 2020