Il budget che Quentin Tarantino aveva a disposizione per girare Pulp Fiction era piuttosto limitato: 8,5 milioni di dollari era tutto ciò che la Disney (che aveva appena acquisito la Miramax) aveva autorizzato. 5 milioni erano andati nei cachet degli attori, che – abbastanza insolitamente – vennero tutti retribuiti in ugual modo, 20mila dollari a settimana.
Così tutto lo staff, dal regista al trovarobe, si dovettero ingegnare per farsi bastare il rimanente.

La Chevelle Malibu del 1964 usata da Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfeld (Samuel L. Jackson) era dello stesso Tarantino. Venne rubata durante le riprese e poi ritrovata nelle mani di un ignaro acquirente, che non aveva idea di aver comprato un’auto rubata.
Anche il portafoglio di Jules con la scritta “Bad Mother Fucker” era di Tarantino. Dopo il debordante successo della pellicola se ne vendettero migliaia di riproduzioni.
Per vestire Mia Wallace (Uma Thurman) la costumista Betsy Heimann riuscì a limitare al massimo le spese andando a caccia nei negozietti di abiti a noleggio e nei mercatini dell’usato. L’unico capo firmato sfoggiato dalla Thurman, e che fece furore dopo l’uscita del film, erano le ballerine dorate marca Chanel, che tra l’altro erano dell’attrice stessa.
Fu Harvey Keitel (mister Wolf) a convincere Bruce Willis (qui col regista Quentin Tarantino) ad accettare la parte del pugile Butch Coolidge, e oltretutto con un compenso calmierato. Alla fine Willis accettò, anche perché aveva molto ammirato il precedente film del regista, “Le iene”. Non ebbe a dolersi della decisione, il ruolo aumentò la sua già considerevole notorietà.
A convincere la Thurman a partecipare fu invece lo stesso Tarantino. Dopo diversi inutili tentativi, telefonò all’attrice e le lesse tutta la sceneggiatura. Alla fine lei accettò (forse stremata dalla lettura…) e grazie a lei il personaggio di Mia divenne una celebre icona.
I protagonisti dell’episodio “La situazione Bonnie”. Il termine “Bonnie situation” è diventato così famoso da essere utilizzato comunemente per descrivere una situazione in cui potresti essere colto a fare qualcosa che va dall’essere semplicemente imbarazzante al reato vero e proprio.

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Luisa Fezzardini, 28 marzo 2021