25 anni fa Keshia Thomas aveva 18 anni quando il Ku Klux Klan organizzò un raid nella città in cui la ragazza abitava, Ann Arbor, Michigan. I suprematisti bianchi vennero presto affrontati da contromanifestanti e gli scontri fra le due fazioni si fecero violenti.

A un certo punto un uomo con una svastica tatuata si ritrovò dalla parte sbagliata e venne circondato da un gruppo ostile, picchiato e gettato a terra. Al grido di “ammazzate il Nazi” il linciaggio era già iniziato quando Keshia si fece strada a forza e si gettò sull’uomo a terra, coprendolo col suo corpo e gridando alla folla che non era quello il modo di combattere il razzismo. Riuscì a riportare la folla inferocita alla ragione, salvando la vita a un uomo che probabilmente non avrebbe mosso un dito per salvare la sua.

Fu solo un mese dopo che, non l’uomo ma suo figlio, cercò la giovane Keshia per ringraziarla. Questa foto, diventata famosa, venne scattata da Mark Brunner, uno studente, che dichiarò che per tutta la vita avrebbe ricordato l’episodio, e come una ragazza così giovane, da sola, riuscì a capovolgere una situazione tragica.

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Luisa Fezzardini, 24 giugno 2021