Piazza Armerina, 1955: nei mosaici della villa del Casale compaiono i primi documentati bikini della storia, risalenti al quarto secolo dopo Cristo. In questa foto una modella posa in corrispondenza all’immagine di una sua coetanea di millecinquecento anni prima (qui sotto il mosaico ripreso frontalmente).

Per inquadrare correttamente la foto e il suo significato, va ricordato che quando venne reintrodotto dallo stilista parigino Louis Réard nel 1946 (in onore alla prima esplosione nucleare di test nell’atollo di Bikini) il bikini ebbe vita non facile: ancora nel 1951 fu proibito al concorso per Miss Mondo perché ritenuto troppo osé, il Vaticano definì l’indossare un bikini un “peccato” e una donna che si presentava su una spiaggia italiana col bikini poteva essere multata per offesa al pubblico pudore.

Con il passare del tempo e l’adozione dell’indumento da parte di star hollywodiane come Marylin Monroe e Betty Page il bikini divenne un indumento comune e anzi indispensabile nel guardaroba femminile.

Luisa Fezzardini, 29 giugno 2021