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All that Fezz

Cinema, fotografia, musica, e altro ancora

Soltanto una ragazza

25 anni fa Keshia Thomas aveva 18 anni quando il Ku Klux Klan organizzò un raid nella città in cui la ragazza abitava, Ann Arbor, Michigan. I suprematisti bianchi vennero presto affrontati da contromanifestanti e gli scontri fra le due fazioni si fecero violenti.

A un certo punto un uomo con una svastica tatuata si ritrovò dalla parte sbagliata e venne circondato da un gruppo ostile, picchiato e gettato a terra. Al grido di “ammazzate il Nazi” il linciaggio era già iniziato quando Keshia si fece strada a forza e si gettò sull’uomo a terra, coprendolo col suo corpo e gridando alla folla che non era quello il modo di combattere il razzismo. Riuscì a riportare la folla inferocita alla ragione, salvando la vita a un uomo che probabilmente non avrebbe mosso un dito per salvare la sua.

Fu solo un mese dopo che, non l’uomo ma suo figlio, cercò la giovane Keshia per ringraziarla. Questa foto, diventata famosa, venne scattata da Mark Brunner, uno studente, che dichiarò che per tutta la vita avrebbe ricordato l’episodio, e come una ragazza così giovane, da sola, riuscì a capovolgere una situazione tragica.

Per altre foto memorabili vai alla pagina Fotografia in questo blog.

Luisa Fezzardini, 24 giugno 2021

L’uomo che sapeva troppo

Questo classico del cinema Hitchcockiano del 1956 è il rifacimento di una pellicola del 1934.

in queste foto prese sul set i protagonisti Doris Day e James Stewart con il grande Hitch, che come sempre compare fuggevolmente nei panni di un turista nella piazza principale di Marrakech.

Da ricordare: il colpo di piatti durante il concerto alla Albert Hall e la grottesca, esilarante scena nel laboratorio di tassidermia di Ambrose Chapel, dove Stewart – equivocando un indizio – spera di trovare il figlioletto rapito per trovarsi invece in un fuggi fuggì di operai che mettono in salvo animali impagliati.

Luisa Fezzardini, 13 giugno 2021

Marcello

Non sono purtroppo riuscita a scoprire chi abbia scattato questo bel primo piano di Marcello Mastroianni. Mi ha ricordato l’unica volta che l’ho visto di persona, in una stradina laterale della vecchia Milano (andavo a scuola lì vicino).

Non c’era nessuno a parte noi due, quindi nessuna necessità per lui di assumere pose (cosa che credo non facesse comunque, per carattere). Era semplicemente un signore che camminava, disinvolto, con un cappotto cammello gettato sulle spalle, fumando con gusto una sigaretta. Ben prima di riconoscerlo lo notai, non solo perché era l’unico altro essere umano a incrociare la mia strada, ma per la statura (era davvero alto!) e soprattutto per l’eleganza. Non l’eleganza degli abiti, ma del portamento: era quello che si dice “un signore”.

Arrivata più vicino mi dissi “ma è Mastroianni!” ma non riuscii a spiccicare una parola, tantomeno a rivolgergliela.

Ho ritrovato la stessa eleganza in questo scatto e in altri due che ho già documentato su questo blog e di cui allego i link qui sotto.

Marcello a Milano – All that Fezz

Pausa (La Dolce Vita) – All that Fezz

Luisa Fezzardini, 4 giugno 2021

Happy bday Clint

Oggi compie gli anni Clint Eastwood. A suo stesso dire, furono gli spaghetti-western di Sergio Leone a dargli la fama. Ricordiamolo con Eli Wallach & Lee Van Cleef sul set spagnolo de IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO (1966). Il luogo è il cimitero di Sad Hill – Santo Domingo de Silos.

Luisa Fezzardini, 31 maggio 2021

Robert Capa

Oggi nel 1954 moriva Robert Capa, il leggendario reporter di origine ungherese naturalizzato statunitense, che ha segnato indelebilmente la storia della fotografia e del giornalismo ed è fra i cofondatori della mitica agenzia Magnum Photos.

Spericolato inviato di guerra, è morto a soli 41 anni mettendo il piede su una mina durante un reportage sulla prima guerra d’Indocina.

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Un mondo per bene

Io sono un uomo all’antica.
Il mondo moderno, il mondo di oggi non lo vedo, non mi piace.
Detesto tutto di esso: la fretta, il frastuono, l’ossessione, la volgarità, l’arrivismo, la frenesia, le brutte maniere, la mancanza di rispetto per le tradizioni, le stupide scoperte.
Per questo vivo per conto mio, in un mondo mio, da isolato.
Un mondo per bene.

Totò

Irma la dolce

“Irma la dolce” (1963), un gioiellino a firma Billy Wilder con protagonisti Jack Lemmon e Shirley MacLaine. In questa bella foto durante una pausa della lavorazione compaiono tutti e tre. Una particolarità del film, ambientato a Parigi, è la perfetta ricostruzione in studio del quartiere delle Halles. Il tutto fu opera di Alexandre Trauner, il leggendario scenografo ungherese che emigrò in Francia per sfuggire alle persecuzioni razziali e vi visse sino alla morte. Trauner conosceva bene lo storico quartiere delle Halles, amatissimo dai parigini, che ospitava i mercati generali e venne demolito negli anni ’70 a causa della ristrutturazione urbana della città. Per ricrearlo a Hollywood si avvalse di una vasta documentazione fotografica che utilizzò con minuzia maniacale, per un risultato che lasciò sbalorditi gli stessi cittadini della Ville Lumière.

P.S. lo sapevate che Shirley MacLaine ha un fratello famoso quanto lei?… scoprite chi è QUI.

Luisa Fezzardini, 24 maggio 2021

Rudy

Oggi nel 1895 nasceva a Castellaneta in provincia di Taranto Rodolfo Valentino (detto Rudy), nome d’arte di Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi. Girò pochi film, grazie ai quali diventò un’icona di fascino ed eleganza maschile e, ancora oggi, il simbolo stesso del seduttore latino.

Dotato di bellezza e soprattutto di fascino e carisma personale, all’inizio si fece strada per la sua grande abilità come ballerino. Sarebbe però ingiusto considerarlo solo per questo: fu un eccellente attore, che contribuì a definire i parametri e gli stili di un’arte che dopotutto era ancora ai suoi inizi. Fu molto ammirato per la sua recitazione anche da Charlie Chaplin.

Morì a New York, appena trentunenne, per una peritonite. Al suo funerale vi furono scene di isteria di massa tra le sue moltissime ammiratrici, e almeno trenta si suicidarono. Un piccolo museo lo ricorda nel suo paese natale.

Luisa Fezzardini, 6 maggio 2021

troppo anche per Hitch

Oggi, nel 1980 moriva Alfred Hitchcock. Vorrei ricordarlo, non con uno dei suoi tanti famosissimi film, ma con un episodio in cui ebbe a che fare con un orrore che fu troppo anche per lui.

Era l’estate del 1945, e Hitch aveva ricevuto l’incarico di dirigere un documentario sull’Olocausto: doveva mettere ordine fra ore e ore di immagini girate dai cameraman dell’esercito britannico e sovietico nei campi di concentramento nazisti subito dopo la fine della guerra. Ma le immagini che si trovò davanti in una saletta dei Pinewood Studios di Londra fecero inorridire anche lui, che di lì a poco sarebbe diventato il re dell’horror.

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