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Cinema, fotografia, musica, e altro ancora

Leonard Freed – Prigione a New Orleans

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Ricordate la foto di Cartier-Bresson sulla prigione-modello statunitenste? (il link QUI)

Come spirito questo scatto non le è lontano. Nel 1963 il fotografo Leonard Freed (un altro talento della Magnum) documenta la realtà del carcere di New Orleans (Louisiana, USA). Di che colpa si sono macchiati gli uomini, di cui vediamo solo le mani in questa fotografia? Forse sono davvero colpevoli, non è questo il cuore del messaggio di questa immagine, quanto l’insopprimibile richiamo alla libertà che ci trasmette l’immagine.
Va ricordato che negli anni ’60 la segregazione razziale era una tragica realtà, specie negli stati del sud come la Louisiana. Se eri nero, e povero, ci voleva veramente poco per finire in galera.

Per altri memorabili scatti, visita la pagina Fotografia in questo blog.

Luisa Fezzardini, 2 febbraio 2020

 

 

Il velista che non ti aspetti: Morgan Freeman

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da questo articolo ha preso spunto il Giornale della Vela, leggi QUI

Credo che tutti noi abbiamo visto almeno un film con protagonista o comprimario Morgan Freeman. L’attore statunitense, classe 1937, è uno di quei non infrequenti casi in cui un artista sale alla ribalta in età matura, anche se ha iniziato la carriera in anni giovanili (Freeman debuttò in teatro a soli otto anni!).

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Per conto mio, amo ricordarlo in Continua a leggere “Il velista che non ti aspetti: Morgan Freeman”

Funerali al cinema

Sicuramente non è un argomento allegro, ma in diverse pellicole i funerali hanno ricoperto un ruolo di non poco conto. Comincio con qualche ricordo personale, ma probabilmente seguirà una seconda puntata… e le segnalazioni dei miei (pochi) lettori sono sempre benvenute.

Amici miei (1975, Mario Monicelli)

“Ma poi, è proprio obbligatorio essere qualcuno?” Non prendere nulla sul serio, non la farsa della vita, non la morte – vissuta come l’ennesimo scherzo – è l’antidoto con cui un gruppetto di amici di lunga data ha deciso di truffare il tempo e le avversità del vivere.

Partenze (Okuribito, 2003, Yōjirō Takita)

Un film giapponese che ho molto apprezzato, e che – ad onta dell’argomento – ha anche risvolti veramente comici. Il giovane violoncellista Daigo si trova improvvisamente licenziato dall’orchestra sinfonica dove lavorava da anni. In cerca di un’altra Continua a leggere “Funerali al cinema”

Piani sequenza: L’infernale Quinlan

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“1917” di Sam Mendes è candidato a 10 Oscar, e si è imposto all’attenzione per un approccio sicuramente originale: il regista ha pensato che la storia andasse raccontata in tempo reale, e che non ci fosse modo migliore per farlo che realizzarla come se fosse un unico piano sequenza. Il piano sequenza è Continua a leggere “Piani sequenza: L’infernale Quinlan”

Il trucco del Mostro

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“Frankenstein” (James Whale, 1931) fu il film che fece entrare nella cultura popolare il mito del mostro artificiale creato dalla fantasia di Mary Shelley e che Continua a leggere “Il trucco del Mostro”

Dennis Stock – Gioventù bruciata

USA. James DEAN's portrait.

Durante la sua carriera di fotografo, prima come freelance, poi arruolato nella mitica agenzia Magnum, Dennis Stock strinse una sincera amicizia con James Dean (che a sua volta era un ottimo fotografo dilettante).

Queste immagini riprendono l’attore durante Continua a leggere “Dennis Stock – Gioventù bruciata”

Come è nata l’aurora boreale (una fiaba finlandese)

Questo breve video di animazione riprende una poetica fiaba della tradizione finlandese. La luna, la cui luce già fioca diminuiva e spariva durante le fasi, chiese aiuto agli animali della foresta per illuminare il cielo ai viaggiatori notturni e ai naviganti. Gli animali accettarono, e vennero trasformati in altrettante costellazioni.

Per la piccola volpe, rimasta per ultima, non erano però rimaste costellazioni da riempire. La luna trasformò quindi la sua lunga coda nell’aurora boreale, per rischiarare le lunghe notti nordiche.

Pur lontano dalle sofisticate produzioni a cui siamo ormai abituati (va tenuto presente che si tratta del lavoro di un team di studenti, non di un prodotto professionale), trovo che i personaggi siano stati realizzati con una freschezza, una ingenuità che ho molto apprezzato, e il racconto è semplicemente incantevole. Buona visione.

Luisa Fezzardini, 14 dicembre 2019

 

La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)

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Foto di scena de “La vita è bella” (1997). Volutamente, non aggiungo altre immagini a questo articolo. Non voglio renderlo più attraente, e poi non saprei che tipo di foto inserire, francamente.

So che con questo articolo mi alienerò gran parte dei (pochi) lettori, ma insomma, non si può piacere a tutti.

In questo periodo, complice il dibattito sorto intorno a Liliana Segre (direi suo malgrado,  dato che è persona assai sobria), vengono tirati fuori a proposito e a sproposito Continua a leggere “La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)”

la Hollywood d’oro: Charles Boyer

boyer5Francese naturalizzato americano, eclettico, Charles Boyer è riuscito nel corso della carriera ad esprimersi sempre ad alti livelli, impersonando figure a volte arcigne e opportuniste, ma dotate di un forte senso drammatico.

Acquistò grande prestigio nel periodo fra il 1930 e la seconda guerra mondiale come uno dei maggiori amatori del cinema, aiutato dal suo esotico (per Hollywood) accento francese. Divenne particolarmente famoso Continua a leggere “la Hollywood d’oro: Charles Boyer”

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