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Cinema

17 novembre, Giornata del Gatto Nero

1953, casting di gatti neri per la partecipazione ad un film horror.

Luisa Fezzardini, 17 novembre 2022

Cimiteri & Co.

nell’immagine: Arnold Böcklin, L’Isola dei Morti.

Sarà perché è novembre, ma mi è venuta voglia di scrivere un articolo su un argomento non precisamente ilare, ma in tono col periodo. Troppo facile gettarsi nelle vischiose trappole dei film horror che trattano di zombie e affini, perciò mi butto su un diverso argine dell’argomento.

Il cane di Lovecraft

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Charlot e il suo cello

Una rara foto di Charlie Chaplin mentre suona il violoncello, 1915.

10050 Cielo Drive e il fascino del “What if?”

nella foto: Roman Polanski e Sharon Tate

10050 Cielo Drive è tristemente famoso. A distanza di oltre cinquant’anni, l’eccidio avvenuto a quel fatale indirizzo, che ebbe eco internazionale, ancora popola le cronache nere dello scorso e del presente secolo.

Per spiegare cosa avvenne, occorre prima profilare gli assassini.

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Orson il grande

Esattamente 107 anni fa, il 6 maggio 1915, nasceva uno dei più grandi registi della storia del Cinema. Un artista, un visionario, un genio che seppe rivoluzionare questa forma d’arte, introducendo tante e tali innovazioni narrative e tecniche da non potersi contare.

Un uomo che, a soli 25 anni, realizzò un film unico, un capolavoro senza tempo e senza paragoni, “Quarto potere”.

107 anni fa nasceva 𝗢𝗿𝘀𝗼𝗻 𝗪𝗲𝗹𝗹𝗲𝘀.

𝘓𝘶𝘪𝘴𝘢 𝘍𝘦𝘻𝘻𝘢𝘳𝘥𝘪𝘯𝘪, 6 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2022

Cantando sotto la pioggia

Oggi 11 aprile, nel 1952 usciva “Singin’ in the rain”, uno dei musical più famosi di sempre. La concezione era completamente nuova rispetto ai musical “alla Judy Garland” in voga fino a quel momento. La celeberrima sequenza con Gene Kelly che danza sotto l’acquazzone è diventata un pezzo di storia del cinema; testimone della professionalità e tenacia dell’attore/coreografo/ballerino il fatto che la girò con oltre 39 di febbre (fu lui a insistere, per non causare ritardi nella produzione).

Incredibilmente, il film prese solo due nomination e nemmeno un Oscar, ma nel tempo è diventato una pellicola di culto. In tempi assai recenti il regista di “La la land” Damien Chazelle ha affermato di aver visionato “Singin’ in the rain” più volte per ispirarsi, e nel suo film vi sono espliciti omaggi alle sue incredibili coreografie.

Oltre al geniale Gene Kelly è doveroso ricordare gli altri due protagonisti principali: una giovanissima Debbie Reyolds (allora solo diciannovenne e che sarebbe in seguito diventata madre di Carrie Fisher, la principessa Leila di “Guerre stellari”) e il bravissimo Donald O’Connor, che interpretò da solo la sua scena principale “Make ‘em laugh” ed è stato l’unico dei tre a vincere il Golden Globe come Miglior attore in un film commedia o musicale per questa pellicola. A riprova delle estenuanti prove che i difficilissimi numeri di danza richiedevano, la Reynolds dichiarò in seguito che ogni sera le sanguinavano i piedi.

Non ci resta che goderci una volta di più la scena più famosa del film, talmente iconica che anche un regista di segno diametralmente opposto come Stanley Kubrick inserì la canzone nel suo celeberrimo “Arancia Meccanica” per creare un terribile, surreale contrasto con una scena particolarmente violenta.

Luisa Fezzardini, 11 aprile 2022

Vincent

Oggi nel 1853 nasceva Vincent van Gogh. “La ronda dei carcerati” non è fra i suoi dipinti più iconici, ma mi ha fortemente impressionato quando l’ho visto dal vivo: di dimensioni ridotte ma di grande impatto emotivo, trasmette uno spiccato senso di claustrofobia e costrizione. Ho pensato che forse rifletteva una prigionia spirituale del pittore.

Segnalo un notevolissimo film di animazione, “Loving Vincent”, realizzato con oltre 60mila dipinti basati sulle opere di Van Gogh e realizzati con tenacia da più di 100 artisti, che con la tecnica del Painting Animation Work Station hanno animato un thriller sulla morte del grande artista.

Luisa Fezzardini, 30 marzo 2022

La casa che non c’è più

Una casa distrutta, come le tante che abbiamo visto in televisione in questi terribili giorni. Ma sono state dei mondi per chi le ha abitate. In questo brano di un vecchio film di animazione è il gatto di casa a rievocare i momenti felici. Struggente.

Luisa Fezzardini, 27 marzo 2022

Stanlio e Ollio a Roma

Nel 1950, durante la loro tournée europea di fine carriera, Stan Laurel e Oliver Hardy passarono anche per Roma, dove vennero accolti da un vero furor di popolo. Nella foto in testa sono alla Stazione Termini, da dove vennero portati a spalla, in trionfo, sino al loro hotel. In un’altra rara foto, ritrovata da poco e scattata la sera del 25 giugno 1950 a Villa Aldobrandini, sul colle del Quirinale, vediamo i due grandi comici alle spalle dell’allora trentenne Alberto Sordi, che in Italia era la voce di Ollio.

Luisa Fezzardini, 13 marzo 2022

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