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Costume e società

Vittorio, mai impallato

Oggi nel 1922 nasceva a Genova il grande Vittorio Gassmann. La sua semplice lapide al Verano, Roma, ce lo mostra sorridente con ironia, con un bizzarro epitaffio: “Attore, non fu mai impallato!”

Fu lo stesso Gassmann a sceglierlo, e ne spiegò in anticipo il motivo in una intervista a Corrado Augias: “La mia epigrafe, se è questo che mi chiede, è già scritta. Sulla lapide si leggerà: Vittorio Gassman, fu attore. Poi una piccola chiosa, giù in fondo quasi illeggibile: Non fu mai impallato. È un termine tecnico cinematografico: è impallato ciò che si nasconde alla macchina da presa. Io mi sono sempre fatto vedere, mi sono esposto e, a teatro, credo addirittura d’aver avuto un certo coraggio, che per me, date le premesse, è il massimo.”

Luisa Fezzardini, 1 settembre 2021

Soltanto una ragazza

25 anni fa Keshia Thomas aveva 18 anni quando il Ku Klux Klan organizzò un raid nella città in cui la ragazza abitava, Ann Arbor, Michigan. I suprematisti bianchi vennero presto affrontati da contromanifestanti e gli scontri fra le due fazioni si fecero violenti.

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La freccia nera

Grazie a questa produzione Rai tratta dal libro di Stevenson i ragazzi impararono la storia inglese del 1400 meglio che su qualsiasi libro. Fu un successone, e scommetto che non c’è chi l’abbia seguito all’epoca che non si fa venire la pelle d’oca riascoltando la sigla finale!

Luisa Fezzardini, 14 aprile 2021

Comprendere i geni

Quando Albert Einstein e Charlie Chaplin si incontrarono nel 1931, Einstein disse a Chaplin: “Quello che ammiro di più della tua arte è la sua universalità. Non dici una parola, ma il mondo ti capisce.”
“È vero.” Rispose Chaplin, “ma tu sei ancora più da ammirare. Il mondo intero ti ammira, ma nessuno ti capisce.”

Luisa Fezzardini, 13 dicembre 2020

Guarda chi si vede

1982: Massimo Troisi, Renzo Arbore, Roberto Benigni, Maurizio Nichetti, Lello Arena, Carlo Verdone

Spartacus, storia di un kolossal

Nella foto, gli schiavi morti in battaglia dopo lo scontro con l’esercito romano. Il regista Stanley Kubrik, noto per la sua pignoleria,  aveva fatto disporre le comparse con un ordine preciso, e ognuno aveva un suo numero e un foglietto con le istruzioni per… fare il cadavere.

Spartacus (1960) è noto per essere un cosiddetto “kolossal”, una di quelle produzioni hollywodiane ricche di grandi scene di massa, con plot basati perlopiù su narrazioni epiche o biblico-storiche. Dello stesso filone è Ben Hur, perché il mondo dell’antica Roma (termine quanto mai elastico, che assomma mille anni di storia e Roma repubblicana e imperiale nello stesso calderone) era Continua a leggere “Spartacus, storia di un kolossal”

La pubblicità al tempo del Covid19 (ovvero, gli Oreo della Ferragni)

Credo che tutti noi abbiamo notato un drastico cambiamento nelle pubblicità in questo strano e difficile periodo. Scomparsi i profumi (grazie al cielo! detesto le pubblicità dei profumi) e i prodotti di make-up, svanite le prodigiose creme anti-età / anti-rughe / anti-tutto, dissolte le strip per la ceretta in casa, come non fossero mai esistiti. Reggono i prodotti generici di igiene: shampoo, balsami, sapone, assorbenti, e le brand di moda online come Zalando.

In compenso vanno alla grande gli Continua a leggere “La pubblicità al tempo del Covid19 (ovvero, gli Oreo della Ferragni)”

Malinconia made in UK

Vi sono alcune serie poliziesche made in UK che trovo interessanti per due motivi principali.  Il primo è che costituiscono un salutare contraltare, un ottimo antidoto a quelle serie gialle statunitensi dove Continua a leggere “Malinconia made in UK”

La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)

So che con questo articolo mi alienerò gran parte dei (pochi) lettori, ma insomma, non si può piacere a tutti.

In questo periodo, complice il dibattito sorto intorno a Liliana Segre (direi suo malgrado,  dato che è persona assai sobria), vengono tirati fuori a proposito e a sproposito Continua a leggere “La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)”

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