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Costume e società

La freccia nera

Grazie a questa produzione Rai tratta dal libro di Stevenson i ragazzi impararono la storia inglese del 1400 meglio che su qualsiasi libro. Fu un successone, e scommetto che non c’è chi l’abbia seguito all’epoca che non si fa venire la pelle d’oca riascoltando la sigla finale!

Luisa Fezzardini, 14 aprile 2021

Comprendere i geni

Quando Albert Einstein e Charlie Chaplin si incontrarono nel 1931, Einstein disse a Chaplin: “Quello che ammiro di più della tua arte è la sua universalità. Non dici una parola, ma il mondo ti capisce.”
“È vero.” Rispose Chaplin, “ma tu sei ancora più da ammirare. Il mondo intero ti ammira, ma nessuno ti capisce.”

Luisa Fezzardini, 13 dicembre 2020

Guarda chi si vede

1982: Massimo Troisi, Renzo Arbore, Roberto Benigni, Maurizio Nichetti, Lello Arena, Carlo Verdone

Spartacus, storia di un kolossal

Nella foto, gli schiavi morti in battaglia dopo lo scontro con l’esercito romano. Il regista Stanley Kubrik, noto per la sua pignoleria,  aveva fatto disporre le comparse con un ordine preciso, e ognuno aveva un suo numero e un foglietto con le istruzioni per… fare il cadavere.

Spartacus (1960) è noto per essere un cosiddetto “kolossal”, una di quelle produzioni hollywodiane ricche di grandi scene di massa, con plot basati perlopiù su narrazioni epiche o biblico-storiche. Dello stesso filone è Ben Hur, perché il mondo dell’antica Roma (termine quanto mai elastico, che assomma mille anni di storia e Roma repubblicana e imperiale nello stesso calderone) era Continua a leggere “Spartacus, storia di un kolossal”

La pubblicità al tempo del Covid19 (ovvero, gli Oreo della Ferragni)

Credo che tutti noi abbiamo notato un drastico cambiamento nelle pubblicità in questo strano e difficile periodo. Scomparsi i profumi (grazie al cielo! detesto le pubblicità dei profumi) e i prodotti di make-up, svanite le prodigiose creme anti-età / anti-rughe / anti-tutto, dissolte le strip per la ceretta in casa, come non fossero mai esistiti. Reggono i prodotti generici di igiene: shampoo, balsami, sapone, assorbenti, e le brand di moda online come Zalando.

In compenso vanno alla grande gli Continua a leggere “La pubblicità al tempo del Covid19 (ovvero, gli Oreo della Ferragni)”

Malinconia made in UK

Vi sono alcune serie poliziesche made in UK che trovo interessanti per due motivi principali.  Il primo è che costituiscono un salutare contraltare, un ottimo antidoto a quelle serie gialle statunitensi dove Continua a leggere “Malinconia made in UK”

La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)

So che con questo articolo mi alienerò gran parte dei (pochi) lettori, ma insomma, non si può piacere a tutti.

In questo periodo, complice il dibattito sorto intorno a Liliana Segre (direi suo malgrado,  dato che è persona assai sobria), vengono tirati fuori a proposito e a sproposito Continua a leggere “La vita (non) è bella (ebbene no, a me non piace)”

Non è un paese per vecchi (o forse sì?)

Ho preso il titolo del famoso film dei fratelli Coen per commentare gli spot che hanno come protagonisti chi fa parte della cosiddetta terza età. Nulla avviene per caso nel mondo della pubblicità, e il proliferare di figure attempate, in apparente contrasto coi modelli di vigore e bellezza giovanile che solitamente ci vengono proposti, ha una sua precisa ragion d’essere.

Il vecchietto rassicurante

Lo troviamo perlopiù negli spot di prodotti alimentari. E’ suo il compito di rassicurare figli, nipoti, pronipoti – nonché noi consumatori – che i biscotti, l’olio, il formaggio, etc. sono genuini come duecento anni fa, e prodotti nel rispetto della tradizione di cui lui (il vecchietto rassicurante) si fa garante e paladino.

Lo spot è di solito ambientato Continua a leggere “Non è un paese per vecchi (o forse sì?)”

Il velista vagabondo: Bernard Moitessier

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Siamo a largo di Città del Capo, in un assolato pomeriggio del marzo 1969. Un marinaio al lavoro su un cargo britannico sta camminando sul ponte quando si accorge  che una imbarcazione a vela, per la verità abbastanza malandata, si è appena affiancata. In coperta vi è un uomo trasandato, con la barba lunga, che lo sta puntando con una fionda. Il proiettile parte, atterra sul cargo. Nel frattempo la vela si allontana, indifferente. Incuriosito, il marinaio svolge il fagotto, che contiene un breve messaggio. La firma lo fa sussultare. Continua a leggere “Il velista vagabondo: Bernard Moitessier”

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