Oggi, nel 1980 moriva Alfred Hitchcock. Vorrei ricordarlo, non con uno dei suoi tanti famosissimi film, ma con un episodio in cui ebbe a che fare con un orrore che fu troppo anche per lui.

Era l’estate del 1945, e Hitch aveva ricevuto l’incarico di dirigere un documentario sull’Olocausto: doveva mettere ordine fra ore e ore di immagini girate dai cameraman dell’esercito britannico e sovietico nei campi di concentramento nazisti subito dopo la fine della guerra. Ma le immagini che si trovò davanti in una saletta dei Pinewood Studios di Londra fecero inorridire anche lui, che di lì a poco sarebbe diventato il re dell’horror.

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